La Sagra del Tartufo di Campovalano: alla scoperta delle sagre di Teramo

Sagra del tartufo Campovalano | Sagre Teramo

La Sagra del Tartufo di Campovalano si svolge nella prima settimana di Luglio e quest’anno, 2017, si svolgerà dal 10 al 16 Luglio. Campovalano è una frazione del comune di Campli, in provincia di Teramo, di circa 600 abitanti. Noto tra i paesi che ospitano le famose sagre di Teramo è anche il luogo in cui ammirare e visitare la Necropoli, per l’occasione aperta al pubblico con diverse mostre da visitare. A margine dell’evento gastronomico, un pullman gratuito accompagnerà gli ospiti a Campli, dove guide turistiche faranno visitare la città, la Scala Santa, la Cattedrale con annessa la Cripta, e i più importanti monumenti; al rientro si potrà sostare presso la romanica chiesa di San Pietro di Campovalano.
Ogni sera è possibile assaporare un diverso menù a base di tartufo; Chi vorrà potrà visitare la vicina necropoli, famosa in tutta la regione.

sagra del tartufo campovalano | sagre teramo

Campovalano: Visitare la Necropoli durante la Sagra del Tartufo

L’area della Necropoli di Campovalano si estende in località Coccioli, su un terrazzo fluviale di circa 50 ettari, compreso tra i corsi del torrente Misigliano (a nord) e Fiumicino (a sud). L’intera superficie del sepolcreto si trova fra le quote di 426 e 455 metri sul livello del mare. Il sito è solcato da una via lastricata che, come una “via sacra“, attraversa il terreno oggetto di scavo dall’anno 1967. Il primo scopritore del giacimento archeologico fu Luigi Cellini, un contadino che arando il terreno di questa zona raggiunse i piani di inumazione delle sepolture riportando alla luce alcuni reperti. In seguito il sito rivelò di contenere un notevole numero di tombe a tumulo degli antichi Piceni, ancora oggi solo in parte esplorate. Lo scrittore teramano, ispettore onorario della necropoli, Giammario Sgattoni, accompagnato da Italo Cicconetti, nell’autunno del 1964, si recò in visita al contadino per convincerlo a rendere palesi gli oggetti trovati e per metterli a disposizione della Soprintendenza delle Antichità dell’Abruzzo e del Molise. Nel tempo, sono state riportate alla luce oltre 600 sepolture ad inumazione datate tra la fine dell’età del bronzo, XII-X secolo a.C., periodo che corrisponde alla prima fase di utilizzo del terreno per il seppellimento, fino al tempo della conquista romana, inizi del II secolo a.C., età in cui l’area tornò ad essere coltivata a scopo agricolo. Le ricerche condotte inducono a credere che la necropoli custodisca nel suo sottosuolo circa 20 mila tombe. Il patrimonio archeologico dei corredi funerari rinvenuti è costituito da servizi di vasi in bronzo, vasi in ceramica di colore nero lavorati al tornio, poculum, pissidi, olle, brocche, grattugia in bronzo, kylix attica, morsi per cavallo con aposfisi equine, spade, pugnali, vasi porta-sabbia. Nelle tombe femminili sono state trovate fibule di bronzo con pendenti di conchiglia ciprea, nettaunghie, nettaorecchie, strumentari da lavoro legati al cucito, alla tessitura e alla filatura, come aghi, rocchetti e fusi ed anche bulle, collane di pasta vitrea e ambra. Il materiale del sito archeologico di Campovalano è stato destinato per l’esposizione e la conservazione sia al Museo Archeologico Nazionale di Campli e sia al Museo Archeologico Nazionale di Chieti.

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